Milano, Torino e Genova potrebbero ospitare le Olimpiadi estive 2036 o 2040. Il sindaco Sala annuncia un progetto condiviso tra amministrazioni di centrodestra e centrosinistra, ma evidenzia la mancanza di uno stadio olimpico.
Nord-Ovest punta alle Olimpiadi estive 2036
Il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, ha rivelato un ambizioso progetto. La sua amministrazione, insieme a Torino e Genova, sta valutando una candidatura per le Olimpiadi estive del 2036. In alternativa, si potrebbe puntare all'edizione del 2040. L'iniziativa coinvolge anche le regioni Lombardia, Piemonte e Liguria. Sala definisce il progetto una «cosa seria» e un’«opportunità».
Il piano gode di un ampio sostegno politico. Tre sindaci di centrosinistra – Sala a Milano, Stefano Lo Russo a Torino e Silvia Salis a Genova – collaborano con tre presidenti di Regione di centrodestra. Questi ultimi sono Attilio Fontana per la Lombardia, Alberto Cirio per il Piemonte e Marco Bucci per la Liguria. Questo accordo bipartisan rappresenta un punto di forza per la candidatura.
Sfide e possibili concorrenti italiane
La copertura politica è assicurata, ma il percorso richiederà il confronto con il Coni e il Governo. Potrebbe emergere anche una concorrenza interna. Roma, guidata da un sindaco di centrosinistra, potrebbe infatti presentare una propria candidatura. Il sindaco Sala ha sottolineato l'importanza di verificare eventuali altre proposte italiane. «Il primo passaggio sarà verificare se ci sono altre candidature italiane per le Olimpiadi estive e parlarne con il Coni», ha dichiarato. La scelta ricadrà sul progetto ritenuto migliore.
L'idea di una candidatura congiunta del Nord-Ovest è nata in forma riservata alcuni mesi fa. Si è concretizzata dopo diversi incontri tra i sindaci Sala, Fontana e Lo Russo. Il successo dei recenti Giochi invernali Milano-Cortina 2026 ha rafforzato la collaborazione tra Milano e la Regione Lombardia. L'asse tra Milano e Torino è consolidato da anni grazie al Festival MiTo.
Un nuovo modello di sviluppo per il Nord-Ovest
Per Giuseppe Sala, questa candidatura rappresenta un percorso di coerenza. Ha sempre sostenuto l'idea di organizzare eventi congiunti con Torino e ora anche con Genova. Le infrastrutture, in particolare l'alta velocità ferroviaria, faciliteranno il collegamento tra queste città. L'obiettivo è trasformare l'ex triangolo industriale in un nuovo polo basato su scienza, università e tecnologia. Lo sport può fungere da elemento unificante.
Il progetto è ancora in fase embrionale. Mancano dettagli su chi farà cosa e quali impianti saranno necessari. Tuttavia, la convinzione è che la candidatura abbia un senso strategico. La competizione per il 2036 è ancora aperta; in caso di insuccesso, si valuterà il 2040. La decisione finale spetterà al Comitato Olimpico Internazionale sette anni prima dell'evento, quindi entro il 2029.
Impianti sportivi e sfide internazionali
Le sfide non mancano, soprattutto sul fronte degli impianti. Diverse città nel mondo hanno già manifestato interesse per ospitare i Giochi del 2036. Tra queste figurano Doha (Qatar), Istanbul (Turchia), Il Cairo (Egitto), Ahmedabad (India), Nusantara (Indonesia), Riad (Arabia Saudita) e Seul (Corea del Sud). In Europa, Budapest (Ungheria) ha compiuto passi avanti.
Il sindaco Sala ha annunciato la formazione di un team di lavoro composto dai capi di gabinetto dei sei enti locali coinvolti. Ogni città dispone già di alcune strutture sportive. Tuttavia, manca uno stadio olimpico, che rappresenta il principale vincolo. L'obiettivo è minimizzare gli investimenti necessari. Milano e le altre città puntano a ottenere la stima del CIO, forte dell'esperienza positiva delle Olimpiadi invernali Milano-Cortina e del modello di «Olimpiadi diffuse» proposto dall'Italia. L'attuale mandato da sindaco di Sala scadrà l'anno prossimo, ma si ipotizza già un suo possibile ruolo di commissario olimpico, ruolo che ha già ricoperto per Expo 2015.