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Il consumo di antibiotici in Trentino è tornato ai livelli del 2019. La riduzione è marcata soprattutto nella popolazione pediatrica grazie a nuove strategie prescrittive.

Calo significativo dell'uso di antibiotici

Il consumo totale di antibatterici sistemici in Trentino ha registrato una diminuzione. Nel corso del 2025, le dosi giornaliere per mille abitanti sono scese a 13,6. Questo dato riporta l'utilizzo di questi farmaci al di sotto dei valori osservati prima della pandemia di Covid. Il dato è emerso dal rapporto annuale del Centro provinciale di farmacovigilanza.

L'analisi, curata dal Servizio politiche del farmaco e assistenza farmaceutica di Asuit, comprende sia la quota rimborsata dal Servizio sanitario nazionale sia gli acquisti privati. La flessione rispetto al 2024 è stata del 15,4%. Questo risultato posiziona il Trentino tra le aree più virtuose a livello nazionale.

Il consumo locale si mantiene infatti inferiore alla media italiana. Si registra un divario del 16% rispetto alla media nazionale. Questa tendenza positiva consolida le politiche di appropriatezza prescrittiva adottate sul territorio.

Risultati notevoli nella popolazione pediatrica

I dati più incoraggianti del 2025 riguardano la fascia d'età 0-13 anni. In questo gruppo, la quantità di antibatterici sistemici è stata dimezzata rispetto all'anno precedente. La prevalenza d'uso è passata dal 37,6% al 24,9%. Un calo drastico che supera le aspettative.

Questo successo è attribuito all'adesione dei pediatri di libera scelta a un progetto specifico. L'iniziativa mirava a migliorare l'appropriatezza diagnostica e prescrittiva. È stato promosso l'uso del test rapido per lo streptococco. Questo strumento facilita la diagnosi delle faringo-tonsilliti. L'amoxicillina è stata indicata come farmaco di prima scelta.

Di conseguenza, è diminuito l'impiego di molecole ad ampio spettro. Farmaci come l'amoxicillina associata ad acido clavulanico e i macrolidi sono stati usati meno. Le azioni intraprese hanno permesso di superare ampiamente i target qualitativi e quantitativi previsti dal Piano nazionale di contrasto all'antibiotico-resistenza (PNCAR) per l'età pediatrica.

Miglioramenti anche nella popolazione generale

Anche per la popolazione generale si segnala un miglioramento significativo. La qualità delle terapie antibiotiche è aumentata. Il rapporto tra il consumo di molecole ad ampio spettro e quelle a spettro ristretto è in costante diminuzione. Il valore attuale di 7,7 è già migliore dell'obiettivo fissato per il 2026, che era 10,1.

Un dato di particolare interesse epidemiologico riguarda la doxiciclina. Si è registrata una crescita del 18% nel suo utilizzo. Questo incremento è probabilmente legato alla maggiore diffusione delle zecche dei boschi sul territorio. La conseguente necessità di trattare o prevenire la malattia di Lyme ha portato a un maggiore ricorso a questo farmaco.

Nonostante i risultati eccellenti, l'attenzione nel 2026 rimarrà alta. L'obiettivo è raggiungere il traguardo finale di riduzione del consumo totale di antibiotici. Questo avverrà attraverso la continua formazione dei medici. Le strategie provinciali e nazionali saranno perseguite con determinazione.

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