La Regione Friuli-Venezia Giulia ha dato il via libera al piano quinquennale per la lingua friulana. L'obiettivo è rafforzare la tutela e la promozione con un approccio più partecipativo.
Approvato piano quinquennale per la lingua friulana
È stato approvato il piano generale per la politica linguistica friulana. Questo documento copre il periodo dal 2026 al 2030. L'assessore regionale alle Lingue minoritarie, Pierpaolo Roberti, ha espresso soddisfazione. Ha dichiarato che le azioni di tutela e promozione saranno rafforzate in modo concreto e strutturato. Il nuovo modello mira a essere più partecipativo. Dovrebbe rispondere meglio alle sfide future della comunità linguistica.
Il provvedimento è stato approvato dalla giunta regionale. Riguarda il piano quinquennale proposto dall'ARLeF (Agjenzie Regjonâl pe Lenghe Furlane). Questo strumento è strategico per la Regione. Definisce obiettivi, priorità e modalità di intervento per la valorizzazione del friulano.
Un nuovo modello partecipativo per la lingua
Il piano segna un'evoluzione nelle politiche linguistiche regionali. Introduce un cambio di paradigma significativo. Oltre agli obiettivi strategici chiari, viene adottato un modello partecipativo. Questo coinvolge direttamente enti pubblici e soggetti attuatori nella programmazione. La realizzazione delle azioni sarà condivisa.
Roberti ha spiegato il passaggio da un'impostazione centralizzata a un sistema più diffuso. Questo sistema responsabilizza maggiormente i territori e gli attori coinvolti. Si valorizzano le specificità locali. La politica linguistica diventa più efficace e flessibile. Si avvicina ai bisogni reali dei cittadini.
Il provvedimento recepisce il percorso istituzionale previsto dalla normativa regionale. La Commissione regionale consultiva per la minoranza linguistica friulana ha espresso parere favorevole. Anche la V Commissione consiliare si è espressa positivamente. L'ARLeF ha aggiornato il testo con integrazioni e miglioramenti.
Obiettivi: tutela, uso sociale e nuove generazioni
Il piano 2026-2030 conferma obiettivi chiave. Tra questi, la tutela dei diritti linguistici dei cittadini. Si punta alla promozione dell'uso sociale del friulano. Viene anche rafforzato l'apprendimento delle competenze linguistiche. Gli interventi si concentreranno su ambiti cruciali. Questi includono la scuola, la pubblica amministrazione, i media e le tecnologie.
Alla base del nuovo documento c'è un'analisi aggiornata del contesto sociolinguistico. Questa analisi evidenzia la necessità di contrastare il calo dei parlanti. È fondamentale investire sulle nuove generazioni. Bisogna rafforzare la trasmissione intergenerazionale della lingua. Si mira ad ampliare gli ambiti di utilizzo del friulano.
Roberti ha concluso sottolineando l'importanza del friulano. Lo ha definito un patrimonio identitario e culturale fondamentale. Con questo piano si intende consolidare un percorso già avviato. Si punta a renderlo ancora più efficace. Il coinvolgimento attivo di tutti i livelli istituzionali e della comunità è essenziale.
Attuazione del piano e prospettive future
L'attuazione del piano avverrà tramite decreto del Presidente della Regione. Seguiranno piani operativi specifici. Questi definiranno nel dettaglio progetti, risorse e modalità di intervento per il quinquennio. L'obiettivo è garantire un'applicazione concreta ed efficace delle strategie linguistiche.
La città di Udine, capoluogo della regione, sarà uno dei centri nevralgici per l'implementazione di queste politiche. L'approvazione del piano rappresenta un passo importante per la salvaguardia e la vitalità della lingua friulana. Le azioni previste mirano a un futuro in cui il friulano possa prosperare.