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La mostra 'Canicula' esplora il concetto di eccesso in un'epoca satura di stimoli. Otto installazioni video site-specific all'Ospedaletto di Venezia, in concomitanza con la Biennale d'Arte.

'Canicula': un'indagine sull'eccesso contemporaneo

Il termine latino 'Canicula' evoca i giorni più caldi dell'estate. Questo periodo, storicamente legato a prosperità e catastrofi, ispira la mostra collettiva 'Canicula'. L'esposizione si terrà al Complesso dell'Ospedaletto a Venezia. L'evento coincide con la sessantunesima Esposizione Internazionale d'Arte della Biennale di Venezia.

La Fondazione In Between Art Film promuove l'iniziativa. Il direttore artistico, Alessandro Rabottini, definisce 'Canicula' una metafora. Essa rimanda a un eccesso che può essere benefico o distruttivo. L'eccesso di informazioni, ideologie e conflitti caratterizza la nostra epoca. Anche l'aumento delle temperature rientra in questa definizione.

Agli artisti è stato chiesto di esplorare questa soglia. 'Canicula' è il capitolo conclusivo della 'Trilogia delle incertezze'. Questa serie di mostre è curata da Leonardo Bigazzi, co-curatore di 'Canicula' con Rabottini. Il Complesso dell'Ospedaletto si è trasformato in un'architettura cinematografica per ogni tappa.

Le mostre precedenti, 'Penumbra' (2022) e 'Nebula' (2024), hanno utilizzato fenomeni atmosferici. Questi sono serviti come strumenti metaforici per descrivere la condizione umana interiore. La presidente della Fondazione, Beatrice Bulgari, sottolinea l'importanza del percorso. La Fondazione non solo commissiona opere. Essa indaga anche uno spazio più lento e riflessivo.

Otto installazioni video per un atto di resistenza

In un'epoca satura di immagini, la Fondazione offre uno spazio di accoglienza. Gli artisti possono esprimersi con i propri tempi. Le otto nuove installazioni video site-specific sono un atto di resistenza. Esse invitano a una fruizione più profonda delle immagini in movimento.

'Canicula' presenta per la prima volta queste otto opere. Sono commissionate ad artisti affermati e emergenti. Tra questi figurano Lawrence Abu Hamdan (Giordania), i cineasti italiani Massimo D'Anolfi e Martina Parenti. Partecipano anche Roman Khimei e Yarema Malashchuk (Ucraina), Janis Rafa (Grecia), P. Staff (Regno Unito), Wang Tuo e Yuyan Wang (Cina), e Maya Watanabe (Perù).

Le opere esplorano le reazioni umane di fronte alla contemporaneità. La tecnologia, le notizie e la propaganda dominano il nostro presente. Il paesaggio attuale sembra avvicinarsi a una soglia critica. Ogni opera affronta il tema della mostra in modo individuale. Si relaziona alla luce accecante e al caldo torrido.

Le installazioni indagano le implicazioni materiali e metaforiche del sovraccarico sensoriale. Offrono una visione più ampia di ciò che le temperature estreme possono rappresentare. La mostra si svolge nel suggestivo Complesso dell'Ospedaletto, trasformato per l'occasione.

Informazioni sulla mostra e la Fondazione

La Fondazione In Between Art Film è nata per promuovere la cultura delle immagini in movimento. La sua attività si concentra sulla commissione e produzione di opere d'arte contemporanea. La Fondazione cerca di creare spazi di riflessione in un mondo sempre più veloce. La 'Trilogia delle incertezze' rappresenta un progetto ambizioso. Esso mira a connettere fenomeni naturali con stati d'animo umani.

La mostra 'Canicula' è un'occasione unica per vedere opere inedite. Gli artisti invitati provengono da diverse parti del mondo. Questo riflette la natura globale della contemporaneità. La scelta di installazioni video site-specific sottolinea l'interazione tra l'opera e lo spazio espositivo. Il Complesso dell'Ospedaletto diventa parte integrante dell'esperienza artistica.

La mostra è aperta al pubblico dal 6 maggio. L'evento si inserisce nel ricco calendario della Biennale d'Arte di Venezia. La Fondazione invita il pubblico a scoprire queste opere. Esse offrono spunti di riflessione sulla nostra epoca. La mostra è un invito a rallentare e a confrontarsi con la complessità del presente.

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