Una giovane paziente, Lisa Righi, è tornata alla vita dopo un grave incidente e un lungo coma. La sua famiglia, grata per le cure ricevute all'ospedale di Vicenza, ha donato due robot all'Ulss 8, frutto di una raccolta fondi.
La rinascita di Lisa Righi dopo il coma
Lisa Righi, una quindicenne veneziana con la passione per la scherma, il pianoforte e il disegno, ha vissuto un incubo. Dopo un grave incidente, i medici avevano perso le speranze. La giovane era in coma da settimane a causa di lesioni cerebrali. Sembrava non ci fosse più nulla da fare, con una prognosi che prevedeva uno stato vegetativo permanente.
Trasferita all'ospedale San Bortolo di Vicenza, presso l'unità di riabilitazione per gravi cerebrolesi, la situazione ha iniziato a cambiare. Sotto le cure di un'equipe medica dedicata, guidata dal dottor Giannettore Bertagnoni, Lisa ha mostrato segni di ripresa sorprendenti. Il suo percorso è stato descritto come una graduale evoluzione, con il recupero della parola, della memoria e della capacità di movimento.
Il trasferimento a Vicenza e i progressi
Il ritorno alla vita di Lisa è stato descritto come un prodigioso ritorno dall'abisso. Dopo un mese in coma e le cupe previsioni dei medici dell'ospedale Cà Foncello di Treviso, il trasferimento a Vicenza ha segnato una svolta. I primi segnali sono stati un lieve tremore di un dito, poi l'apertura degli occhi e il riconoscimento dei genitori. La giovane ha iniziato a parlare, a camminare e a interagire, mostrando una notevole capacità di memorizzazione e ripetendo filastrocche.
Il dottor Bertagnoni ha confermato i progressi, definendo il percorso ancora lungo ma positivo. Lisa è più attiva, interagisce, sta in piedi e si muove autonomamente. La sua determinazione è evidente, con il desiderio di tornare alle sue passioni. La famiglia ha espresso profonda gratitudine per l'eccellenza del reparto di riabilitazione di Vicenza.
La generosità della famiglia: due robot per la riabilitazione
La gratitudine dei genitori di Lisa, Claudia Pandolfo e Marco, si è trasformata in un gesto concreto di solidarietà. Hanno deciso di donare all'Ulss 8 di Vicenza due macchinari robotizzati per il recupero motorio e neuro-riabilitativo. Questi strumenti, dal costo di oltre 101 mila euro, sono stati acquistati grazie a una campagna di crowdfunding.
L'appello sul web ha riscosso un'enorme partecipazione, con migliaia di persone che hanno contribuito. La solidarietà è stata definita eccezionale, dimostrando la forza della comunità. Questi robot non serviranno solo a Lisa, ma a tutti i pazienti che necessitano di terapie avanzate per il recupero.
La fede e il supporto della comunità
La vicenda di Lisa è stata sostenuta anche da una profonda fede. Il padre si è recato ad Assisi davanti alla tomba di Carlo Acutis, figura di ispirazione per i giovani. Sono stati creati gruppi di preghiera, con persone che si sono mobilitate anche nelle ore notturne per recitare il rosario. La famiglia ha ricevuto un'ondata di amore e supporto da molte persone, anche dall'estero.
Diversi sacerdoti, tra cui don Roberto Donadoni e don Paolo Bellio, hanno offerto il loro sostegno. Anche il patriarca Francesco Moraglia ha inviato una benedizione tramite videochiamata. La preghiera per Lisa si è estesa a un vasto network, coinvolgendo religiosi, amici e parrocchie.
La determinazione di Lisa e la speranza
La madre Claudia descrive Lisa come una vera combattente. È convinta che la figlia sia stata miracolata, unendo la forza della medicina alla sua indomita volontà. Nonostante le difficoltà, la determinazione di Lisa è stata fondamentale per superare le previsioni negative. Il dottor Bertagnoni è stato fondamentale, assumendosi una grande responsabilità e credendo nella ripresa della giovane.
Lisa è tenace e desidera tornare a praticare scherma e a suonare. Nonostante la consapevolezza che il percorso sia ancora lungo, i miglioramenti continuano a manifestarsi, alimentando la speranza per un futuro sempre più sereno.