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La figlia di una vittima di omicidio del 2005 esprime un sentimento di giustizia per la morte dell'assassino. La sua esperienza l'ha fatta maturare precocemente, influenzando le sue scelte future.

La maturità precoce di una figlia di vittima

Nicol Turazza, 21 anni, ha perso suo padre Davide nel 2005. L'evento tragico l'ha costretta a crescere in fretta. Ha dichiarato: «So che è brutto dirlo ma io la penso così». La giovane è una studentessa di giurisprudenza a Verona. Non ha potuto vivere un'infanzia normale. Il suo rammarico più grande è non essere stata una bambina come le altre. La tragedia l'ha segnata profondamente.

L'omicidio di suo padre avvenne alla Croce Bianca. L'assassino era Andrea Arrigoni. Davide Turazza aveva assistito all'omicidio di una donna. Era in servizio con la Volante. Ne seguì una sparatoria. Morirono quattro persone. Tra queste, anche uno zio di Nicol, Massimiliano. Quest'ultimo fu ucciso in un agguato a Fumane nel 1994. L'ultimo ricordo del padre è il suo bacio della buonanotte. Lo ricevette prima che uscisse per il turno di notte.

Il rapporto padre-figlia e la scoperta della tragedia

Nicol descrive il rapporto con suo padre come molto unito. Erano entrambi estroversi e giocherelloni. La notizia della morte del padre le fu comunicata due giorni dopo. Due psicologi della polizia arrivarono da Roma per spiegarle l'accaduto. Il giorno stesso le avevano detto che era successo qualcosa. Ma non le avevano rivelato la verità completa.

La giovane ha cercato chiarezza sull'evento. Solo un anno e mezzo fa ha ottenuto spiegazioni dettagliate. Ha deciso di affrontare direttamente l'accaduto. Chiederà ulteriori informazioni. La rabbia per la morte del padre è stata una costante. Ha riscontrato difficoltà nei rapporti interpersonali dopo il 2005. Nutre rabbia anche verso l'assassino. Questo perché ha ucciso anche una donna, Galina Shafranek. Per questo motivo, ritiene giusto che anche l'assassino sia morto.

L'impatto sulla vita e le scelte future

L'esperienza traumatica ha aumentato il suo senso di responsabilità. Questo la fa sentire diversa dai suoi coetanei. Non intende sminuire i suoi amici. Un esempio è la guida: non beve alcolici, anche perché è neo patentata. Pensa sempre alle conseguenze di azioni sbagliate. Ha capito che doveva essere d'aiuto in casa. Aveva una sorella minore. Questo ha sviluppato un forte senso della famiglia. Ora cerca di cenare con madre e sorella ogni giorno. È un momento di condivisione importante.

Nicol è al terzo anno di giurisprudenza a Verona. Valuta l'ipotesi di diventare poliziotta. Non è però il suo obiettivo primario. La famiglia non tenta di scoraggiarla. Le ricorda che in questura ci sono diversi ruoli. Non solo quelli legati alle Volanti. La sua decisione finale dipenderà dai risultati universitari. Potrebbe intraprendere la pratica forense o concorrere per la magistratura.

Domande frequenti

Cosa è successo a Davide Turazza?

Davide Turazza fu ucciso in un agguato alla Croce Bianca il 21 febbraio 2005. Era intervenuto dopo aver assistito all'omicidio di una donna. Ne seguì una sparatoria in cui morirono quattro persone, incluso l'assassino.

Come ha influenzato la tragedia la vita di Nicol Turazza?

La perdita del padre a soli nove anni ha fatto maturare precocemente Nicol. Ha sviluppato un forte senso di responsabilità e un profondo legame familiare. Ha anche espresso sentimenti di giustizia riguardo alla morte dell'assassino.

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