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Sette persone sono indagate per apologia di fascismo a Como. La Digos ha effettuato perquisizioni in seguito a raduni a Dongo e Giulino di Mezzegra, avvenuti nell'aprile 2025. L'indagine mira a verificare la configurazione del reato secondo i recenti orientamenti della Cassazione.

Indagini dopo commemorazioni a Dongo e Mezzegra

La Procura di Como ha iscritto nel registro degli indagati sette persone. L'accusa è di apologia di fascismo. L'indagine segue le commemorazioni tenutesi il 27 aprile 2025. I raduni si sono svolti a Dongo e Giulino di Mezzegra. L'occasione era l'ottantesimo anniversario della cattura e morte di Benito Mussolini e Claretta Petacci. La Digos ha eseguito perquisizioni martedì mattina. L'obiettivo era raccogliere elementi utili alle indagini. La polizia giudiziaria ha agito su disposizione del Procuratore di Como, Massimo Astori.

Tra gli indagati figura Moreno Caccia, 50 anni, residente a Faloppio. Quest'ultimo era già stato coinvolto in un precedente procedimento giudiziario. Si trattava dell'invasione del 28 novembre 2017 nel Chiostrino di Santa Eufemia. In quell'occasione, appartenenti al Fronte Veneto Skinheads avevano costretto volontari ad ascoltare un proclama. Il testo era contrario all'integrazione.

Identificati i partecipanti ai raduni

Sono stati indagati anche altri partecipanti. Tra questi, Primo Turchetti, 73 anni, di Centro Valle Intelvi. Egli è il coordinatore dell'iniziativa promossa dall'Associazione Mario Nicollini. Risultano indagati anche Salvatore Ferrara, 62 anni, di Lomazzo, e Luca Boniardi, 63 anni, di Como. Le perquisizioni hanno interessato anche Giorgio Rizzitano, 31 anni, di Cardano al Campo. Sono stati coinvolti anche Alessandro Limido, 46 anni, di Bodio Lomnago (provincia di Varese), ed Ettore Sanzanni, 68 anni, di Copiano (provincia di Pavia).

L'anno precedente, i partecipanti si erano radunati sul lungolago di Dongo. Avevano assunto pose militari, disponendosi in più file. I loro atteggiamenti evocavano il Partito Fascista. Altri soggetti, anch'essi identificati e indagati, avevano risposto con il saluto romano. Altri ancora avevano gridato «presente». Questo avveniva mentre Caccia elencava i nomi di 16 gerarchi fascisti deceduti.

Verifiche sulla configurazione del reato

Successivamente, il gruppo si era spostato a Villa Belmonte, a Giulino di Mezzegra. Questa località è nota per essere il luogo della fucilazione di Mussolini e della Petacci. Qui la stessa coreografia è stata replicata. Recentemente, la Cassazione ha stabilito un distinguo importante. Si differenzia tra la semplice propaganda e l'apologia di fascismo. Quest'ultima è considerata reato solo se genera un pericolo concreto per l'ordine costituzionale. Le perquisizioni miravano quindi a verificare questo aspetto. Si voleva accertare se la propaganda legata ai raduni configurasse il reato previsto dalla Cassazione. Sono stati acquisiti materiali organizzativi. In alcuni casi, sono stati sequestrati telefoni e supporti informatici.

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