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A Mantova, il 2025 ha visto l'emissione di 110 ammonimenti per episodi di bullismo e cyberbullismo. La Questura ha incontrato le famiglie per sensibilizzare sul problema e promuovere strumenti di prevenzione e intervento.

Bullismo e cyberbullismo in aumento a Mantova

Il fenomeno del bullismo e del cyberbullismo sta crescendo tra i giovani. Nel corso del 2025, la Questura di Mantova ha emesso ben 110 ammonimenti. Questo dato evidenzia la gravità di un problema sempre più sentito nelle scuole. È fondamentale utilizzare gli strumenti offerti dalle forze dell'ordine e dagli istituti scolastici per affrontare la situazione.

La dirigente scolastica, Marianna Pavesi, conferma l'attualità del tema. «Il fenomeno del bullismo e del cyberbullismo purtroppo è sempre più rilevante», afferma. «Servono strumenti per intervenire e capire cosa fare se i ragazzi subiscono bullismo, o se sono loro stessi a fare i bulli».

La sovrintendente della polizia di Stato Paola Maino sottolinea come le misure stiano trovando maggiore applicazione. «Solo negli ultimi anni le misure stanno trovando un’applicazione più ampia», dichiara. «Ma in ambito locale c’è ancora difficoltà nel segnalare episodi personali».

Incontro con le famiglie all'istituto Fermi

Recentemente, presso l'istituto Fermi di Mantova, si è svolto un incontro dedicato alle famiglie. L'evento ha visto la partecipazione della sovrintendente Paola Maino, dello psicologo scolastico Gianmaria Sissa e della referente scolastica per il bullismo, Lucilla Giungi. L'obiettivo era sensibilizzare i genitori sul fenomeno e fornire loro strumenti utili.

Un punto cruciale sollevato durante l'incontro riguarda la responsabilità dei genitori. Molti minori utilizzano telefoni intestati ai propri genitori. Questo comporta una responsabilità legale diretta degli adulti in caso di reati commessi tramite questi dispositivi. «La maggior parte dei minori utilizza telefoni con Sim intestate ai genitori, che comporta una responsabilità legale diretta degli adulti in caso di reati», ha spiegato Maino.

Sono stati presentati strumenti utili come quelli offerti da associazioni come Telefono Rosa. Particolarmente rilevante è l'applicazione della polizia di Stato, “YouPol”. Questa app permette di inviare messaggi e immagini direttamente alle centrali operative delle questure. L'accesso è possibile tramite registrazione o in forma anonima.

Riconoscere i segnali del bullismo

Lo psicologo Gianmaria Sissa ha illustrato i segnali tipici delle vittime di bullismo. Tra questi si annoverano l'allontanamento dalle attività sociali, un calo dell'autostima o il ritiro da attività precedentemente gradite. «Segnali tipici delle vittime di bullismo sono l’allontanamento dalle attività sociali, il calo dell’autostima o il ritiro da attività prima gradite», spiega Sissa. È importante osservare anche manifestazioni di tristezza, ansia o rabbia.

All'interno dell'ambiente scolastico, i segnali possono manifestarsi con l'isolamento durante l'intervallo o una diminuzione della frequenza scolastica. La referente Lucilla Giungi ha informato che l'istituto Fermi ha adottato un regolamento focalizzato sulla prevenzione. «Il Fermi ha adottato un regolamento che punta sulla prevenzione», informa Giungi. «La scuola mette a disposizione strumenti per segnalare episodi, anche in forma anonima, utilizzabili da vittime, compagni o genitori».

Un ciclo di incontri per la prevenzione

L'incontro con la Questura ha concluso un ciclo di appuntamenti formativi. Questo ciclo, durato sei ore e articolato in tre giornate, è stato realizzato in collaborazione con l'ASST di Mantova. Il corso ha affrontato diverse tematiche cruciali per la crescita dei giovani.

La psichiatra Debora Bussolotti ha curato l'intervento “Lo sport come risorsa”, analizzando la pratica sportiva come strumento di equilibrio e crescita. Lo psicologo Andrea Benlodi ha approfondito “Il rispetto delle regole e l’accettazione della frustrazione”, temi complessi nella fase adolescenziale. Infine, le psicologhe Michela Vighi e Maddalena Breviglieri hanno condotto “Comunicazione e segreto”, esplorando il mondo giovanile.

Questo mondo è descritto come sospeso tra il desiderio di comunicare e il bisogno di difendere i propri spazi personali. L'iniziativa sottolinea l'impegno delle istituzioni e della scuola nel contrastare il bullismo e nel supportare i giovani.

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