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La metà dei comuni nel Veronese si trova senza segretario comunale, mettendo a rischio il funzionamento degli uffici e l'erogazione dei servizi ai cittadini. La difficoltà nel reperire figure professionali qualificate e le attuali normative stanno creando una situazione di emergenza.

Carenza di segretari comunali nel Veronese

Verona e provincia affrontano una grave crisi legata alla figura del segretario comunale. Ben 51 comuni su 98 registrano sedi vacanti. Questo scenario preoccupante è aggravato dalla scadenza delle proroghe e dalle difficoltà nel reperire nuovi professionisti. La situazione è particolarmente critica per i comuni della Val d’Alpone, dove Montecforte, Montecchia di Crosara, Roncà e San Giovanni Ilarione hanno visto terminare le autorizzazioni per il loro segretario. Anche Vestenanova si trova in una condizione simile.

La mancanza di questa figura chiave rende complessa la gestione degli atti amministrativi e delle richieste dei cittadini. Sindaci come Roberto Costa di Monteforte sottolineano la gravità della situazione. Senza un segretario, l'accesso ai fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) diventa un ostacolo insormontabile.

Normative e costi ostacolano le assunzioni

Il costo per assumere un segretario comunale a tempo pieno si aggira tra gli 80 e gli 85 mila euro. Questa cifra è insostenibile per molti piccoli enti locali. Le attuali leggi permettono ai comuni di consorziarsi solo se raggiungono un totale di 5.000 abitanti. Questo limite esclude molti comuni di medie dimensioni dalla possibilità di condividere la figura professionale. Lorenzo Ruggeroni, sindaco di Roncà, e Attilio Dal Cero, primo cittadino di Montecchia di Crosara, evidenziano come questa norma crei disparità.

Anche la possibilità di avvalersi di un vice-segretario presenta limiti temporali di 24 mesi. La spesa per il segretario viene inoltre imputata al costo del personale del singolo comune. Questo ha portato negli anni a stabilizzare la spesa tramite reggenze o incarichi temporanei. Luciano Marcazzan, sindaco di San Giovanni Ilarione, descrive questa come una situazione di emergenza ormai cronica.

Pensionamenti e nuove immissioni in ruolo

Le deroghe e gli incarichi a termine erano state pensate come soluzioni temporanee. L'obiettivo era attendere l'ingresso di nuovi segretari sul mercato del lavoro, anche per compensare i pensionamenti. In Veneto sono stati immessi in ruolo solo 17 nuovi segretari. Tuttavia, la prima nomina è riservata ai comuni che, da soli o consorziati, superano i 5.000 abitanti. Questo criterio esclude nuovamente i comuni medi.

I sindaci ritengono che, una volta superato il periodo iniziale, i segretari tendano a spostarsi verso comuni più grandi, con oltre 10.000 abitanti. La soluzione proposta dai sindaci della Val d’Alpone è un cambio delle regole o la concessione di deroghe eccezionali. L'idea è di procedere con un'unica assunzione condivisa, distribuendo costi e lavoro tra i cinque comuni. Senza queste modifiche, l'unica strada percorribile sembra essere il ricorso al prefetto di Verona, Donato Cafagna.

Domande e Risposte

Perché molti comuni veronesi non hanno un segretario comunale?
La carenza è dovuta a una combinazione di fattori: difficoltà nel reperire nuovi professionisti, costi elevati per l'assunzione diretta, e normative che limitano la possibilità di consorziarsi o di avvalersi di figure temporanee per comuni di medie dimensioni.

Quali sono le conseguenze della mancanza di segretari comunali?
La principale conseguenza è il rischio di paralisi amministrativa. Diventa difficile gestire atti, richieste dei cittadini e processi fondamentali come le assunzioni. Inoltre, l'accesso a finanziamenti esterni, come quelli del PNRR, può essere compromesso.

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