La comunità di San Martino Buon Albergo si stringe nel dolore per la scomparsa di Laura Albertini, giovane imprenditrice del vino. Il marito Cristiano Saletti ha condiviso un toccante messaggio d'amore e speranza, sottolineando l'eredità di affetto lasciata dalla moglie.
Un ultimo saluto commosso a Laura Albertini
Centinaia di persone si sono riunite nella chiesa parrocchiale di Marcellise per l'ultimo saluto a Laura Albertini. La 36enne, nota per la sua azienda vitivinicola "Terre di Pietra", è scomparsa prematuramente. La chiesa era gremita, tanto da non riuscire a contenere tutti i presenti. Molti hanno seguito la cerimonia funebre all'esterno, sotto la pioggia battente.
Il parroco, don Paolo Pasetto, ha aperto anche la canonica per accogliere più fedeli. La commozione era palpabile tra i presenti. L'affetto dimostrato dalla comunità ha rappresentato un abbraccio tangibile per la famiglia.
L'eredità di amore e passione per la terra
Il marito, Cristiano Saletti, ha pronunciato parole di profonda commozione. Ha ricordato Laura con un sorriso, citando momenti condivisi e l'amore che ha unito la coppia per 15 anni. Il suo messaggio è stato un invito a vivere pienamente i legami affettivi.
«Ditevi una parola dolce. Abbracciatevi», ha esortato Saletti. Questo è l'insegnamento che Laura ha lasciato. Un invito a ripartire dall'amore, anche di fronte al dolore più grande. La sua semplicità e la sua passione per la terra hanno toccato molte vite.
La terra come simbolo di continuità
Laura Albertini aveva fondato da zero la sua azienda vitivinicola, "Terre di Pietra". La sua passione per la terra era profonda e sincera. «Io sono solo un'interprete e devo rispettarli al meglio», diceva riferendosi alla vigna e al terreno. I suoi vini, con etichette originali, raccontavano una parte di sé.
La famiglia ha voluto accompagnarla nel suo ultimo viaggio con simboli del suo lavoro: forbici da potatura, una bottiglia e un cavatappi. Don Pasetto ha interpretato questo gesto come un modo per permettere a Laura di prendersi cura delle sue vigne, metafora delle sue figlie, Anna e Alice.
Un messaggio di speranza e amore eterno
Le letture scelte per la cerimonia, come il Vangelo di Giovanni, sottolineavano il tema dell'amore e dell'unità. «Io sono la vite, voi i tralci», ha ricordato il parroco, collegando il messaggio evangelico all'eredità di Laura.
Anche le insegnanti delle figlie e gli amici hanno preso la parola. Hanno ricordato la sua presenza costante e il suo sostegno. La sorella Silvia ha descritto Laura come una luce che continuerà a brillare. Il marito ha ribadito la promessa di continuare ad amarsi, portando avanti il suo sogno.
Il futuro nel segno dell'amore
«Sarà amore diverso, ma comunque amore», ha concluso Cristiano Saletti. L'addio a Laura Albertini non è solo un momento di dolore, ma anche un'occasione per riflettere sull'importanza dei legami e sulla forza dell'amore. La sua eredità vive nelle sue figlie e nel suo lavoro, che continuerà a prosperare.