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Un uomo di 65 anni è stato assolto da accuse di stalking condominiale a Seregno. La presunta vittima lamentava continui dispetti e minacce.

Assolto dopo accuse di stalking condominiale

Un residente di Seregno, un uomo di 65 anni, è stato scagionato da ogni addebito. Era accusato di atti persecutori nei confronti di una vicina di casa. La donna aveva descritto una situazione di terrore quotidiano. Lamentava dispetti continui e minacce che le causavano ansia e attacchi di panico. Questi episodi le impedivano persino di recarsi al lavoro. Viveva chiusa in casa per paura.

La presunta vittima, una dipendente della Provincia di Monza e Brianza, si era costituita parte civile nel processo. Il pubblico ministero aveva richiesto una pena di 2 anni di reclusione. L'accusa si basava su episodi di persecuzione documentati a partire dal 2020. La difesa dell'imputato ha invece sostenuto la sua innocenza. Ha presentato una versione alternativa dei fatti.

Le accuse della presunta vittima

La 50enne ha raccontato al Tribunale di Monza episodi specifici. Ha dichiarato che l'imputato impediva il parcheggio in cortile. Utilizzava sedie per occupare gli spazi. In un'occasione, ha riferito che l'uomo era entrato velocemente con lo scooter. Dopo un diverbio con il figlio della donna, sarebbe entrato in casa con un coltello per minacciarlo. Questi racconti dipingono un quadro di forte tensione condominiale.

La donna ha anche elencato numerosi altri dispetti. Ha affermato che l'uomo aveva distrutto un'aiuola. Le sottraeva vasi e stendibiancheria. Aveva persino danneggiato il marciapiede con un martello pneumatico. Con lo stesso attrezzo, avrebbe creato un foro nel muro per ventilare la sua cantina. Queste azioni, secondo la presunta vittima, rientravano in un piano persecutorio.

La versione dell'imputato e l'assoluzione

L'avvocata difensore, Tania Stelitano, ha presentato una diversa prospettiva. Ha evidenziato che l'imputato risiede nello stabile dagli anni Novanta. La presunta vittima si era trasferita nell'appartamento al piano terra nel 2015. La difesa ha sostenuto che la donna aveva apportato modifiche al cortile. Aveva alzato il bordo del marciapiede e creato un giardinetto. Queste opere sarebbero state realizzate senza consultare gli altri condomini.

Secondo la difesa, l'imputato non aveva commesso atti persecutori. Si era limitato a ripristinare le condizioni originali del cortile. Il giudice, dopo aver valutato le testimonianze e le prove presentate, ha emesso la sentenza di assoluzione. L'uomo, Tiziano Polato, è stato quindi prosciolto da ogni accusa. Di conseguenza, la vicina di casa non riceverà alcun risarcimento dei danni.

Le domande delle persone

Cosa succede se si viene accusati ingiustamente di stalking?
Se si viene accusati ingiustamente di stalking, è fondamentale rivolgersi immediatamente a un avvocato penalista. Un legale esperto potrà analizzare la situazione, raccogliere prove a discarico e costruire una strategia difensiva solida. La difesa può includere testimonianze, documenti e perizie tecniche per dimostrare la propria estraneità ai fatti contestati. In caso di assoluzione, si può valutare la possibilità di chiedere il risarcimento per ingiusta detenzione o danno all'immagine, a seconda delle circostanze.

Quali sono le conseguenze legali per chi commette atti persecutori?
Gli atti persecutori, noti anche come stalking, sono un reato previsto dall'articolo 612-bis del codice penale italiano. Le conseguenze legali possono essere severe. La pena base prevede la reclusione da un anno a sei anni e sei mesi. La pena può aumentare se gli atti persecutori sono commessi da un coniuge, anche separato o divorziato, o da persona legata da relazione affettiva, o se sono commessi con minacce gravi o con uso di armi. Le pene possono includere anche l'allontanamento dalla casa familiare e il divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla vittima.

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