La giornalista Gigliola Zecchin ha svelato nel suo ultimo libro un doloroso episodio di abuso subito durante l'infanzia a Vicenza. La confessione ha generato profonda commozione in Argentina, dove è conosciuta come "Canela".
Un libro che svela un trauma infantile
Gigliola Zecchin, 83 anni, ha deciso di condividere un aspetto inedito e doloroso della sua vita. L'autrice, emigrata da Vicenza nel 1951, ha pubblicato un libro di memorie intitolato “Attraversare il mare”. L'opera, composta da 140 pagine, ripercorre l'infanzia trascorsa nel capoluogo berico e gli anni del secondo dopoguerra.
La sua storia di emigrazione e successo in Argentina, dove è diventata una nota star radiofonica e televisiva con lo pseudonimo di “Canela”, era già conosciuta. Tuttavia, due pagine del suo libro hanno scosso profondamente il pubblico argentino. Molti la ricordavano per i suoi programmi culturali e per il suo sorriso contagioso, tanto da essere riconosciuta persino da Papa Francesco.
Il libro, tuttavia, rivela un lato oscuro della sua infanzia che fino ad ora era rimasto celato. La Zecchin ha scelto di parlare per dare voce a chi non può farlo.
La violenza e il coraggio di parlare
Nata a Vicenza nel dicembre 1942, Gigliola Zecchin ha vissuto i primi anni della sua vita in un contesto segnato dalla guerra. Il suo libro descrive episodi della sua infanzia, come il dormire in un divano e il ricordo di un uomo che la schiacciò una notte. La Zecchin ha affermato di aver subito una violenza sessuale durante la sua infanzia.
Questa rivelazione ha creato un forte impatto in Argentina, dove la sua figura era associata a un percorso di successo e talento giornalistico. La scoperta di un passato così difficile ha generato sorpresa e commozione tra i suoi ammiratori. Gigliola ha spiegato di non aver mai parlato di questo trauma prima, ma di aver sentito il bisogno di farlo per tutti i bambini che soffrono in silenzio.
Nonostante le avversità, la sua vita è stata anche ricca di gioie: un marito, quattro figli, numerosi nipoti e importanti riconoscimenti letterari e civili. La sua scelta di raccontare questo episodio è un atto di coraggio e solidarietà.
Un diario di ricordi e speranza
Il libro di Gigliola Zecchin non è una narrazione lineare, ma piuttosto un insieme di flash della memoria. La giornalista descrive la famiglia di campagna presso cui fu affidata, i suoni delle galline, il letto improvvisato. Ricorda le sorelle che si innamorano, la morte del padre, la gestione di un'osteria in centro.
Vengono narrati anche momenti di paura, come la corsa nei rifugi antiaerei durante i bombardamenti, lasciando indietro un presepe. Il racconto include anche i primi doni ricevuti, come il libro di Bambi, un'enciclopedia e una bambola in bachelite. Questi oggetti diventano simboli di speranza e resilienza.
L'emigrazione in Argentina è descritta con dettagli toccanti, come la rottura di una bottiglia di grappa destinata agli zii, che imbeve i suoi vestiti. Il libro alterna momenti di risata e pianto, invitando alla riflessione. La presentazione del libro si terrà a Vicenza, presso palazzo Cordellina, con la partecipazione di Ferruccio Zecchin, presidente dell’Ente vicentini nel mondo, e Alberto Galla, presidente della Bertoliana. Gigliola Zecchin interverrà in collegamento video da Buenos Aires.
Domande frequenti
Chi è Gigliola Zecchin?
Gigliola Zecchin è una giornalista e scrittrice italiana, nata a Vicenza nel 1942. Emigrata in Argentina nel 1951, è diventata una nota personalità televisiva e radiofonica con lo pseudonimo di “Canela”. Ha scritto diversi libri di poesia, cultura e racconti per l'infanzia.
Di cosa parla il suo ultimo libro?
Il suo ultimo libro, “Attraversare il mare”, racconta la sua infanzia a Vicenza e gli anni del dopoguerra, culminando con l'emigrazione in Argentina. L'opera include la rivelazione di un trauma infantile legato a un abuso subito durante la sua permanenza in Italia, un tema che ha suscitato grande emozione in Argentina.