La Villa La Rotonda di Vicenza, celebre per la sua architettura, ora attrae visitatori anche per il suo rigoglioso bosco. Le recenti fioriture primaverili e la riqualificazione degli spazi esterni, finanziata anche con il bonus facciate, trasformano l'area in una meta naturalistica apprezzata quanto il capolavoro palladiano.
Il fascino del bosco di Villa La Rotonda
Il bosco di Villa Almerico-Capra, conosciuta come La Rotonda, è diventato una vera attrazione. Questo spazio verde di quasi 13 mila metri quadrati, situato all'inizio della Riviera Berica, offre ora un'esperienza naturalistica unica. La natura libera la sua creatività in questo angolo di paradiso. Le stagioni dettano le regole in questo ambiente selvaggio e affascinante.
Il bosco si presenta in piena fioritura, con specie spontanee che colorano i prati. Questo luogo era un progetto in fase di completamento. Ora, grazie a finanziamenti significativi, tra cui il bonus facciate, è una realtà consolidata. I visitatori possono passeggiare in questo incantevole boschetto. Lo fanno prima o dopo aver ammirato la maestosa villa. La villa fu progettata da Andrea Palladio. Era pensata per un uomo di pace, Paolo Almerico. Egli desiderava un luogo speciale per il suo ritorno a Vicenza. Non era una villa agricola, ma un pantheon. Celebrava la bellezza e la sua persona. I granai e i magazzini erano nel sottotetto. Rustico, giardini, affreschi e il bosco sono arrivati in seguito. Alcuni interventi successivi hanno alterato l'armonia originale.
La gestione della famiglia Valmarana
La villa e le sue pertinenze sono proprietà della famiglia Valmarana da oltre 110 anni. Attualmente, Nicolò Valmarana guida la gestione, rappresentando 16 cugini. Suo padre, il conte Ludovico Valmarana, scomparso nel 2018, aveva già avviato importanti lavori di restauro. Aveva protetto la villa, un bene riconosciuto dall'UNESCO. La apriva al pubblico con parsimonia, consapevole della grande responsabilità.
Il figlio Nicolò, agronomo e paesaggista, ha ampliato la visione paterna. Ha investito energie nella valorizzazione degli spazi esterni. Sono stati censiti 316 alberi e altre 250 piante. I viali, le terrazze e il bosco sono stati curati. Nei campi circostanti, dopo anni di colza, si coltiva principalmente grano. Questo grano iperproteico viene utilizzato per produrre pasta e farina. Le arnie di Valmarana sono un indicatore della salute dell'ecosistema. Le api regine e le sciamature sono raddoppiate. L'agronomo descrive il luogo come una «porta al paradiso terrestre».
Riqualificazione e nuovi percorsi
La riqualificazione ha incluso il restauro delle statue lungo il viale d'accesso. Ogni statua ha un'illuminazione dedicata. Anche le statue sulla terrazza ovest e sui parapetti sono state restaurate. Sono state recuperate 25 statue in totale. Nell'area antistante il Ninfeo, indagini archeologiche hanno rivelato mura pertinenti a una limonaia e a un ricovero per animali. Questi scavi hanno chiarito le tecniche costruttive antiche. Nell'ex agrumeto sono stati riproposti vasi di agrumi e piante di prunus subhirtella. Questi creeranno un'area ombreggiata e suggestiva.
Il viale d'ingresso, un cono prospettico esterno, è fiancheggiato da 700 rose. La fioritura continuerà fino a dicembre. Il lato nord-est, verso il fiume Bacchiglione, è ora un'area seminata. Presenta filari di alberi, faggi e pirocanta. Verso sud-est, il verde prosegue con la previsione di giardini di erbe aromatiche. Un viale delle delizie conduce al boschetto ottocentesco. Quest'area, un tempo chiamata romantica perché lasciata incolta, è ora trasformata. Sotto gli alberi sono sbocciati tulipani e una vasta distesa di narcisi. Questi ultimi hanno sorpreso i visitatori nel periodo pasquale.
Dal boschetto, accessibile tramite un ampio sentiero per disabili, si possono ammirare scorci della villa. Un'area sottostante, con un cerchio che richiama la geometria palladiana, offre un punto di vista privilegiato. Gli alberi, attentamente selezionati e alcuni potati per sicurezza, sono tornati protagonisti. Il sottobosco è ora armonioso. Tra gli alberi spiccano un cedro del Libano e un platano. I loro rami più alti sono sostenuti da funi per limitare le oscillazioni.
L'audioguida scaricabile sullo smartphone descrive la flora locale. Vengono menzionati faggi, gelsi e pungitopi. Seminari di yoga e concerti si svolgono sull'erba della villa e nel boschetto. Il Vicenza Jazz Festival terrà un concerto all'alba a maggio. L'assenza di cestini per i rifiuti è una scelta deliberata per promuovere il rispetto dell'ambiente. Le panchine ecologiche sono ancora in fase di selezione. Studenti di architettura, sia dall'Università della Virginia che da istituti italiani, visitano il sito per studiare e riprodurre questo capolavoro. La riqualificazione è stata realizzata anche grazie al bonus facciate.
Domande frequenti
Quali sono le principali attrazioni di Villa La Rotonda?
Le principali attrazioni di Villa La Rotonda sono la sua architettura unica progettata da Andrea Palladio e il suo rigoglioso bosco recentemente riqualificato. Offre anche giardini curati, viali alberati e un'area archeologica che rivela resti di antiche strutture.
Chi gestisce Villa La Rotonda?
Villa La Rotonda è gestita dalla famiglia Valmarana da oltre 110 anni. Attualmente, la proprietà è guidata da Nicolò Valmarana, che rappresenta 16 cugini.